raliprost forte integratore alimentare 16 bustine - 920891215 - Apparato uro-genitale - Benessere e
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raliprost forte integratore alimentare 16 bustine

PharmaRenié BIOMEDICAL

Produttore: PharmaRenié BIOMEDICAL
MINSAN: 920891215

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Dettagli
  • Descrizione Prodotto
  • raliprost forte

    Caratteristiche:
    Grazie al sinergismo d’azione dei suoi componenti Raliprost Forte è in grado di:
    svolgere un’intensa azione antiossidante a livello prostatico per la prevenzione della patologia neoplastica in particolare nei soggetti che presentano anamnesi positiva e/o fattori epidemiologicamente predisponenti
    risulta particolarmente indicato in tutte le patologie degenerative e infiammatorie della prostata sia come trattamento preventivo che come adiuvante nel trattamento farmacologico della IPB, nel trattamento delle alterazioni del PSA soprattutto in assenza di processi neoformativi, e del PIN Rappresenta la scelta terapeutica per la prevenzione del danno indotto da radioterapia e chemioterapia.

    modalità d'uso
    1-2 bustine al giorno per almeno 3-6 mesi di trattamento da ripetersi ciclicamente
     
    Componenti:
    Catechine
    estratte dalle foglie del Thè verde (Camelia sinensis) sono metaboliti vegetali appartenenti alla famiglia dei flavonoidi. Rappresentano più dell’80% dei polifenoli presenti nel thè verde e sono rappresentate principalmente da: Epigallocatechina 3-gallato (EGCG) Epigallocatechina (EGC) Epicatechina 3-gallato (ECG) Epicatechina (EC) anche se la maggior parte degli effetti biologici sono attribuiti alla EGCG. Nel nostro organismo le catechine esercitano un’elevata azione antiossidante dovuta alla loro struttura caratterizzata da una combinazione di anelli aromatici e di gruppi idrossilici che gli consente di neutralizzare i radicali liberi e di potenziare e riattivare gli altri sistemi antiossidanti. Studi di osservazione epidemiologici dimostrano che l’assunzione di catechine è associata ad una minore incidenza di patologie cardiovascolari, ad una diminuzione dei livelli di colesterolo totale, a un miglioramento della circolazione sanguigna e della pressione arteriosa. Le catechine esercitano inoltre un effetto fotoprotettivo riducendo i danni indotti dai raggi UV, e sono in grado di promuovere a livello epatico la produzione di enzimi detossificanti riducendo così la produzione dei radicali liberi dell’ossigeno. Le osservazioni epidemiologiche indicano inoltre che gli individui che consumano regolarmente Thè verde sono soggetti ad un minore rischio di morte per tumore alla prostata. La popolazione cinese infatti che consuma regolarmente questa bevanda, ha un incidenza minore, a livello mondiale di cancro alla prostata (5%). Diversi studi condotti su sistemi di coltura cellulare e su modelli animali hanno dimostrato l’utilità delle catechine nel ridurre il rischio di cancro alla prostata, in quanto inibiscono la crescita di linee cellulari di carcinoma prostatico inducendo l’apoptosi di tali cellule.
    Serenoa repes (Palmetto della Florida) è una piccola palma a foglie larghe con bacche di colore rosso scuro originaria del sud degli Stati Uniti. L’estratto dai suoi frutti contiene acidi grassi (a. laurico, miristico, caprilico, palmitico, stearico, oleico, linoleico, linolenico), metil ed etil esteri di acidi grassi (beta-sitosterolo, stigmasterolo, campesterolo ecc), alcoli saturi ed insaturi a lunga catena, carotenoidi, flavonoidi (rutina, isoquercitina) e polisaccaridi. È stato dimostrato che l’assunzione di Serenoa repens risulta utile nei problemi legati alla prostata, soprattutto come adiuvante nelle prostatiti e nel trattamento dell’Ipertrofia Prostatica Benigna (IPB) per contrastare i disturbi ad essa associati poiché aiuta a regolarizzare lo scarso e alterato flusso urinario tipico di questa patologia. L’efficacia degli estratti di Serenoa repens è data dall’insieme di diversi meccanismi di azione: Attività antiandrogena selettiva - si esplica attraverso l’antagonismo selettivo locale del legame tra diidrotestosterone (DHT) e recettore per gli androgeni Inibizione della 5-alfa reduttasi - enzima implicato nella trasformazione del testosterone in diidrotestosterone (DHT), ormone androgeno con una maggiore affinità per i recettori androgeni il cui legame determina una stimolazione della proliferazione cellulare favorendo quindi l’ipertrofia del tessuto prostatico
    Azione antiinfiammatoria e antiedemigena – La componente flavonoide induce una riduzione della permeabilità capillare
    Azione spasmolitica – A livello dei muscoli delle vie urinarie determina la riduzione dell’ostruzione dell’uretra
    Effetto antiestrogenico – Determinato da una forte diminuzione dei recettori per gli estrogeni Isoflavoni di soia Sono fenoli eterociclici di origine vegetale con proprietà ormonali di tipo estrogenico. Ubiquitari del mondo vegetale, concentrazioni elevate si riscontrano soprattutto nella soia (isoflavoni di soia). Gli isoflavoni di soia costituiscono i fitoestrogeni con attività estrogenica maggiore e sono rappresentati principalmente dalla daidzeina e dalla genisteina. Diversi studi hanno messo in evidenza che gli isoflavoni di soia esercitano un’azione estrogenica, antiestrogenica, antiossidante e immunostimolante, e stimolano i fibroblasti a produrre acido ialuronico e collagene prevenendo quindi l’invecchiamento cutaneo. Per queste molteplici azioni i fitoestrogeni vengono utilizzati in molteplici campi soprattutto per le patologie cardiovascolari, l’ipercolesterolemia, la sindrome premestruale, in menopausa, per l’osteoporosi, nelle neoplasie e per migliorare gli effetti dell’invecchiamento cutaneo. Diverse evidenze epidemiologiche indicano inoltre una loro utilizzazione nella prevenzione del carcinoma prostatico. La popolazione giapponese infatti che ha una dieta povera di grassi e ricca di soia, presenta concentrazioni plasmatiche di isoflavoni molto elevate ed è soggetta ad una minore incidenza di cancro alla prostata e conseguentemente ad una minore mortalità per questa patologia. Il meccanismo di azione suggerito implica l’adesione della genisteina alle cellule cancerose prostatiche, l’inibizione della crescita di queste cellule, ed infine l’induzione dell’apoptosi. Gli isoflavoni probabilmente esercitano anche una potente attività inibitoria dell’enzima 5-alfa reduttasi, che risulta implicato nei meccanismi di proliferazione delle cellule prostatiche che sono alla base dello sviluppo del carcinoma prostatico. Zinco Lo Zinco è un elemento essenziale per la vita degli esseri umani. È presente in tracce nel nostro organismo (da 1, 5 a 2,5 g) ed il suo fabbisogno giornaliero è compreso tra 7 e 10 mg. Lo Zinco interviene nella catena beta dell’emoglobina, è implicato nello sviluppo delle gonadi, nelle funzioni nervose e nella memoria. Fa parte dell’insulina, delle proteine con struttura a zinc-finger e interviene come cofattore per il funzionamento di numerosi enzimi, come le deidrogenasi, coinvolti nel metabolismo degli acidi nucleici, delle proteine dei carboidrati e dei lipidi, e anche quelli ad azione antiossidante come la Superossido Dismutasi (SOD). Una sua carenza condiziona quindi notevolmente la crescita corporea. Si trova principalmente in alimenti come la carne, le noci, il tuorlo d’uovo, i funghi, il cacao anche se il suo assorbimento intestinale non supera il 30%. Lo Zinco è attivo soprattutto nei meccanismi di protezione dai danni indotti dai radicali liberi. L’interesse per il suo impiego nella prevenzione del cancro alla prostata è riconducibile ad alcuni studi nei quali si è rilevata una marcata riduzione di questo elemento nelle cellule dei tessuti cancerosi prostatici rispetto alle cellule prostatiche normali. Nel tessuto prostatico sano lo Zinco agisce come inibitore dell’enzima m-aconitasi che prende parte al ciclo di Krebs. Mancando l’inibizione causata dai bassi livelli di Zinco, le cellule maligne sono in grado di completare liberamente il ciclo di Krebs convertendosi da cellule epiteliali con bassa efficienza a cellule energeticamente efficienti. Licopene Il licopene è un composto aciclico non polare, appartenente alla famiglia dei carotenoidi e caratterizzato da una catena aperta di 40 atomi di carbonio con 11 doppi legami coniugati ma, a differenza del beta-carotene, è privo di attività provitaminica A, cioè non viene trasformato nell’organismo in vitamina A, ma può essere convertito a beta-carotene dall’azione della beta-ciclasi. È presente in quantità elevate nel pomodoro maturo (Solanum lycopersicum – Fam. Solanacee) ed è responsabile anche del colore rosso e giallo caratteristici di altri frutti e verdure. Il contenuto in licopene è influenzato dal livello di maturazione del pomodoro: è stato calcolato infatti che nei pomodori rossi e maturi sono presenti circa 50 mg/kg di licopene, mentre la concentrazione scende a 5 mg/kg nelle varietà gialle. Il licopene non può essere sintetizzato dal nostro organismo, quindi la sua presenza dipende dalla dieta. Si raccomanda un apporto di 50–100 mg al giorno per beneficiare dei suoi effetti. Essendo una sostanza lipofila, il suo assorbimento è correlato alla presenza di grassi nella dieta, e una volta assorbito si distribuisce nei tessuti in correlazione alla presenza di lipidi: infatti risulta più abbondante nel tessuto adiposo, nei testicoli, nel liquido seminale, nelle ghiandole surrenali, nel fegato, nella prostata e nella mammella. In virtù della sua struttura acilica, della sua elevata idrofobicità, del numero di doppi legami coniugati e della presenza di due ulteriori doppi legami rispetto agli altri carotenoidi, il licopene risulta essere una sostanza molto interessante relativamente alle sue molteplici applicazioni terapeutiche. Esso possiede infatti un’elevatissima attività antiossidante, proteggendo le cellule dall’invecchiamento e dal danno degenerativo prodotto dai radicali liberi, in maniera estremamente più efficace rispetto ai comuni carotenoidi. Il licopene inoltre mostra una capacità antiossidante e riparatrice molto efficace, in particolare nelle degenerazioni della prostata, dell’utero e dell’apparato gastrointestinale. Studi di osservazione epidemiologici hanno infatti riportato che un consumo abbondante di pomodoro e dei suoi derivati o alte concentrazioni di licopene circolante sono correlati ad una riduzione del rischio di insorgenza di patologie degenerative dell’apparato digerente (esofago, stomaco, colon, retto e pancreas) e della prostata. Curcuma Curcuma è un genere di piante appartenenti alla famiglia delle Zingiberacee, comprendente numerose specie tra cui C. longa, C. aromatica e C. xanthorrhiza, utilizzate sin dai tempi più remoti sia come spezie (es. curry e zenzero) che come erbe officinali nella medicina tradizionale cinese e indiana per il trattamento di indigestioni, disturbi intestinali, epatiti, diabete, aterosclerosi e infezioni batteriche. I principali composti bioattivi presenti in queste specie di piante sono i curcuminoidi, rappresentati principalmente dalla curcumina, che mostra i maggiori effetti biologici, senza effetti collaterali di particolare rilievo. Numerosi studi hanno messo in evidenza le notevoli proprietà antiinfiammatorie, antiossidanti, anticoagulanti, antiipertensive, antidiabetogene, antivirali, epatoprotettive e chemiopreventive della curcumina. L’attività antiinfiammatoria è mediata dalla sua capacità di inibire gli enzimi coinvolti nel processo di infiammazione (es. cicloossigenasi-2, lipoossigenasi) determinando una down-regulation dell’espressione di diverse citochine proinfiammatore (TNF-α, IL-1, IL-2, IL-6, IL-8, IL-12), che molto spesso sono strettamente correlate alla promozione di patologie infiammatorie e degenerative. L’attività antiossidante della curcumina, che si esplica attraverso lo scavenging dei radicali liberi dell’ossigeno, sembra essere notevolmente superiore (circa 300 volte) a quella esercitata della vitamina E. I curcuminoidi risulta quindi un valido aiuto nella prevenzione dei danni indotti dall’eccessivo stress ossidativo a livello delle cellule epiteliali del tratto uro-genitale. Vitamina E È una vitamina liposolubile essenziale per l’uomo, presente nei grassi e negli oli animali e vegetali. Essa svolge un importante ruolo antiossidante nella prevenzione del processo di perossidazione lipidica e di ossidazione dei costituenti cellulari, causati dall’azione di radicali liberi. In sinergia con la Vitamina C protegge inoltre anche la cute dall’azione dannosa dei raggi UV. Inoltre uno studio denominato ATBC (Alpha-Tocopherol, Beta-Carotene Cancer Prevention) ha dimostrato che l’assunzione giornaliera di Vitamina E riduce del 32% il rischio di insorgenza di tumore alla prostata. Selenio Il Selenio è un importante elemento coinvolto nella protezione delle cellule grazie alla sua capacità di contrastare i danni indotti dai radicali liberi. Esso agisce principalmente in associazione con l’enzima antiossidante glutatione perossidasi, che a sua volta opera insieme alla vitamina E nel prevenire i danni prodotti dai radicali liberi alle membrane cellulari.
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